Descrizione (torna sopra)

La malattia di Peyronie , anche nota come Induratio Penis Plastica (IPP), è caratterizzata dalla formazione di tessuto indurito (fibrotico e/o calcifico) all’ interno del pene. Questa malattia rappresenta il tipico esempio di pene curvo acquisito, ossia di pene curvo che si manifesta dopo la nascita.
Provoca deformità di varia natura e gravità a livello del pene (curvature, strozzature, accorciamenti), dolore all’ erezione e deficit erettile, con conseguenti difficoltà durante il rapporto sessuale. Il nome di questa malattia deriva dal medico francese che la descrisse per primo nel 1743, François Gigot de La Peyronie. 
Il pene è l’organo maschile per la minzione e la riproduzione. E composto da due strutture cilindriche di tessuto erettile (i corpi cavernosi), il corpo spongioso che racchiude l’ uretra (il condotto che trasporta lo sperma e l’urina) e una tonaca di rivestimento che circonda il tessuto erettile (tonaca albuginea). Nella malattia di Peyronie il tessuto denso e fibroso (placca) si forma a livello di quest’ ultima: la tunica albuginea. 

Figura schematica dell’ anatomia del pene

Incidenza e prevalenza (torna sopra)
La malattia di Peyronie si presenta nello 0,4 – 9 % della popolazione maschile raggiungendo un picco di incidenza tra i 45 e i 60 anni. Si pensa che la sua diffusione possa essere sottostimata per via della riluttanza dei pazienti a sottoporsi all’ osservazione del medico.

Le cause (torna sopra)
La causa della malattia di Peyronie è tutt’ oggi ignota. Si sospetta che possa dipendere da traumi sia acuti che cronici a livello del pene. Questa malattia insorge per un processo infiammatorio che determina la proliferazione di alcune cellule chiamate fibroblasti che depongono tessuto fibroso a livello del pene, responsabile della formazione della placca. La placca fibrotica evolve nella maggior parte dei casi in una formazione di consistenza molto dura contenente calcio. Nei casi più severi la placca potrà avere la stessa durezza di un osso.

I sintomi (torna sopra)
La malattia di Peyronie può presentarsi con vari livelli di gravità ed una diversa velocità di comparsa e di evoluzione. I sintomi sono: 
• Tessuto indurito (placca) a livello del pene
• Dolore all’ erezione
• Curvatura del pene in erezione
• Disfunzione erettile
• Deformità del pene
La placca solitamente si sviluppa nella parte superiore (dorsale) dell’asta, determinando un una curva del pene verso l’ alto in erezione, ma può anche presentarsi sulla parte inferiore e causare quindi una curvatura verso il basso o sulla parte laterale causando una curvatura dallo stesso lato. In circa il 13% dei casi la placca non provoca dolore.

Esempi di malattia di Peyronie: la concavità della curvatura è corrispondente alle presenza della placca

Nei casi più severi il dolore e la curvatura causano un grave disagio che determina la completa impossibilità di svolgere rapporti sessuali. Inoltre, la presenza della placca calcifica a livello del pene può inficiare sia l’ afflusso di sangue sia il normale meccanismo di occlusione venosa del pene provocando disfunzione erettile (impotenza).

Diagnosi (torna sopra)
La diagnosi della malattia di Peyronie si fonda sulla storia clinica, la visita e l’ esame ecografico. All’ anamnesi viene chiesto al paziente di dare informazioni circa il periodo di insorgenza della patologia, le circostanze concomitanti e i sintomi accusati. Alla visita l’ uro-andrologo esamina il pene alla ricerca della localizzazione, del numero e dell’ estensione delle placche. L’ accuratezza diagnostica della palpazione manuale viene migliorata dalla contemporanea esecuzione di un esame ecografico svolto sia a pene flaccido sia stimolando un’ erezione tramite iniezione di uno specifico farmaco che dilata i vasi del pene. Questa procedura, nota come “eco-color-doppler penieno dinamico”, consente una diagnosi particolarmente accurata, poichè fornisce informazioni riguardanti l’ emodinamica del pene in fase di erezione e l’ eventuale concomitanza di una disfunzione erettile. Un uro-andrologo di particolare esperienza sarà perfettamente in grado, non solo di diagnosticare la presenza e la severità della malattia, ma anche di riuscire a determinare se questa si trova in una fase iniziale o terminale. Essere in grado di diagnosticare la fase evolutiva della patologia è, come descritto qui di seguito, particolarmente importante per poter decidere un corretto approccio terapeutico. In occasione della visita inoltre, il paziente potrà far visionare al proprio uro-andrologo le foto del suo pene in erezione scattate nelle tre proiezioni (dall’alto, dal davanti e di lato).

In questo disegno è illustrato come eseguire in maniera appropriata l’ auto-fotografia del pene

Terapia (torna sopra)
Le opzioni di trattamento della malattia di Peyronie includono sia approcci conservativi (non chirurgici) che chirurgici.

Terapia conservativa
Essendo ignota la causa di questa malattia, non è stato mai possibile eseguire terapie specifiche con farmaci specifici volti ad eliminare la causa scatenante. Sono stati tuttavia sperimentati numerosi tipi di terapie conservative (non chirurgiche) basate su presupposti razionali. Alcuni di questi trattamenti si sono dimostrati efficaci nel ridurre il grado della curvatura, eliminare il dolore ed arrestare l’ evoluzione della malattia che, come detto sopra, può provocare gravi deformità del pene e disfunzione erettile totale. La terapia conservativa è di particolare utilità se condotta nelle fasi iniziali della malattia, soprattutto quando la placca o le placche si trovano ancora allo stato fibroso. I farmaci orali che hanno dimostrato efficacia in studi clinici randomizzati sono: pentossifillina, L-arginina e acetil L-carnitina . La terapia conservativa che più delle altre ha prodotto effetti benefici è l’ iniezione di un calcio antagonistadirettamente nella placca. In vari studi clinici , un ciclo di 12 iniezioni con calcio antagonista eseguite a due settimane di distanza l’ una dall’ altra, si è dimostrato efficace nel ridurre il grado della curvatura e nell’ arrestare l’ evoluzione della malattia. La terapia medica può inoltre essere utilizzata per preparare il terreno per il successivo intervento chirurgico.

Iniezione con Collagenasi di Clostridium histolyticum 

L’iniezione con collagenasi è un tipo di trattamento non chirurgico indicato nei pazienti affetti da malattia di Peyronie in fase stabile con curvatura del pene compresa tra i 30 ed i 90 gradi.
Le iniziezioni con collagenasi di Clostridium histolyticum sono state già utilizzate in precedenza per la malattia di Duputryen, una patologia della mano che presenta molte analogie con la malattia di Peyronie. Grazie al suo meccanismo di azione, la collagenasi determina sia una diminuzione della curvatura che una riduzione dei sintomi della malattia di Peyronie.
La terapia con collagenasi è stata valutata in due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati verso placebo. Tali studi sono stati condotti su una popolazione di oltre 1.300 pazienti tutti affetti da morbo di Peyronie in fase cronica e che presentavano un pene curvo di almeno 30 gradi.
In confronto al placebo, il trattamento con collagenasi per la correzione del pene curvo ha migliorato in maniera statisticamente significativa la curvatura in tutti i pazienti affetti da malattia di La Peyronie. Il miglioramento della curvatura del pene è stato simile sia nei pazienti con un pene curvo compreso tra i 30 ed i 60 gradi che in quelli con curvatura compresa tra 61 e 90 gradi. La terapia con collagenasi viene somministrata in vari cicli di trattamento.  Ciascun ciclo consiste in due iniezioni consecutive eseguite a breve distanza tra loro. La seconda iniezione deve essere effettuata dopo 1-3 giorni dalla prima.
Dopo ciascuna iniezione effettuata nei cicli di trattamento della terapia con collagenasi, l’andrologo potrà ritenere necessario eseguire un bendaggio elastico del pene al fine di ridurre l’incidenza di eventuali ematomi. Successivamente all‘iniezione devono essere effettuate alcune manovre manuali volte ad allungare e raddrizzare il pene che devono essere accuratamente illustrate al paziente dall’ andrologo che effettua il trattamento. La terapia con collagenasi prevede un massimo di quattro cicli di trattamento.
Il trattamento con collagenasi può evitare l’intervento chirurgico per pene curvo. L’iniezione con collagenasi viene difatti proposta come alternativa all’ intervento. 

 Dopo l’iniezione con Collagenasi il paziente dovrà svolgere alcuni esercizi di
allungamento e di raddrizzamento del pene come illustrato in queste figure

È bene sottolineare che la terapia con collagenasi non è scevra da complicanze. Difatti, la digestione enzimatica della placca provocata dalla collagenasi può causare danno alla struttura anatomica del pene.
Sono stati segnalati durante la sperimentazione rari casi di rottura del corpo cavernoso e di frattura del pene. Inoltre, il trattamento con collagenasi può causare una rottura dei vasi sanguigni penieni con la conseguente formazione di un ematoma. È pertanto fondamentale che solo andrologi certificati con una particolare esperienza nella chirurgia peniena effettuino iniezioni con collagenasi. Difatti, solo un chirurgo andrologo certificato è in grado di gestire eventuali complicanze che possono richiedere un trattamento chirurgico per pene curvo.
Altre complicanze della terapia con collagenasi per pene curvo includono le seguenti:

– insorgenza di lividi o gonfiore del pene
– dolore al pene
– reazioni nel sito d’iniezione (formazione di una vescicola, gonfiore, prurito o un’area indurita sottocutanea)
– dolore nel sito d’iniezione
– vescicole o arrossamento/cambiamento di colore del pene
– prurito
– dolore all’erezione
– dolore durante i rapporti sessuali
– disfunzione erettile

Se hai una curvatura del pene di almeno 30 gradi e sei interessato al trattamento con collagenasi contatta il Dr. Luigi Gallo

Chirurgia
La terapia chirurgica della malattia di Peyronie si prefigge i seguenti obiettivi:
• ripristinare una condizione di pene dritto
• recuperare la lunghezza persa
• correggere le deformità 
• curare un eventuale deficit erettile concomitante
E’ assolutamente fondamentale che l’ intervento chirurgico sia eseguito quando la patologia ha raggiunto lo status di stabilizzazione, che, nella maggior parte dei casi, avviene dopo 6 mesi dall’ insorgenza. L’ intervento di raddrizzamento del pene è denominato “corporoplastica” e si basa su presupposti geometrici. Il pene ha la forma di un cilindro. Nel pene curvo si possono descrivere due lati di differente lunghezza: un lato corto ed un lato lungo. Il raddrizzamento può essere raggiunto chirurgicamente o accorciando il lato lungo o allungando il lato corto. L’accorciamento del lato lungo è un intervento tecnicamente più semplice e meno traumatico. Fu descritto per la prima volta da Nesbit, il quale praticava l’ asportazione di una porzione ellittica di tunica albuginea. Altri autori, come l’ israeliano Yachia ed il serbo Sava Perovic, hanno proposto delle modifiche personali a questo tipo di operazione. Attualmente, la tecnica più diffusa al mondo per accorciare il lato lungo è la plicatura dell’ albuginea descritta dall’ americano Tom Lue. Questa operazione consiste nell’ effettuare dei nodi introflettenti con un filo di sutura non assorbibile. Questa tecnica presenta il vantaggio di non rimuovere né di incidere la tonaca albuginea e di non ledere il tessuto erettile del pene. Ha un’ elevatissima percentuale di successo e minime complicanze. L’unico svantaggio di questo intervento risiede nel fatto che viene determinato un accorciamento del pene tanto maggiore quanto più spiccata è la curvatura. Pertanto viene effettuato in caso di curvature inferiori ai 60 gradi in pazienti con un’ adeguata lunghezza del pene. L’ impiego di un estensore penieno nel post-operatorio è stato recentemente introdotto con successo al fine di recuperare la lunghezza persa a seguito dell’ intervento. E’ importante tuttavia rimarcare che, dal punto di vista del paziente (ossia guardando il pene dall’ alto), la lunghezza del pene dopo l’ intervento di raddrizzamento rimane esattamente la stessa così come pure la lunghezza funzionale del pene, ossia quella che è effettivamente introdotta nella vagina durante il coito.
L’allungamento del lato corto risulta essere un intervento ben più complesso. Si esegue tramite l’ incisione del lato corto del pene (lì dove è presente la placca) e con l’ innesto di un “graft” . La natura di questo innesto può essere sia autologa, ossia prelevato da un tessuto dello stesso individuo in cui viene eseguito l’ intervento come nel caso della vena safena o della mucosa buccale, oppure eterologa, ossia essere rappresentato da un materiale protesico fornito dalla moderna ingegneria tissutale , come l’ intestino suino, il pericardio bovino o il derma porcino. L’ intervento di questo tipo più diffuso al mondo è quello descritto dal geniale andrologo brasiliano Paulo Egydio e si basa su una complessa valutazione geometrica. Questa metodica è molto più complessa e lunga ma presenta il vantaggio di far guadagnare lunghezza al pene. Il materiale protesico innestato, tuttavia, può interferire con l’ emodinamica fisiologica del pene determinando una disfunzione erettile su base veno-occlusiva, ossia determinando un non perfetto mantenimento del sangue all’ interno del pene allo stato di erezione. Inoltre , durante questo tipo di intervento, il fascio nervoso del pene subisce varie manipolazioni (trazione, scollamento, coagulazione, sollevamento etc.) che possono causare danni ai nervi con conseguenti ipo-estesie post-operatorie (perdita di sensibilità del glande). Altre complicanze di questo tipo di operazione sono legate al rigetto del patch e/o ad una sua non completa tenuta stagna. Per quanto esposto, la tendenza della maggior parte dei chirurghi uro-andrologi è di effettuare questo tipo di operazione nei pazienti affetti da una grave curvatura (maggiore di 60 gradi), con pene di piccole dimensioni, con una erezione preoperatoria completa in uomini fortemente motivati a non perdere lunghezza del proprio pene. Nel caso in cui sia concomitante una disfunzione erettile è indispensabile impiantare, nel corso stesso dell’ intervento o anche dopo, una protesi peniena (malleabile o idraulica). In conclusione, nella chirurgia per la correzione delle curvature del pene è indispensabile considerare svariati fattori al fine di selezionare il miglior tipo di intervento: gravità della curvatura, erezione pre-operatoria, status evolutivo della patologia, dimensioni e lunghezza del pene, aspettative e richieste del paziente. E’ pertanto indispensabile eseguire una corretta diagnosi pre-operatoria e soprattutto rivolgersi ad un urologo-andrologo con particolare esperienza e fortemente focalizzato nella chirurgia del pene.

Descrizione tecnica dell’ intervento
Prima dell’ operazione viene eseguita un’ iniezione di prostaglandina al fine di stimolare un’ erezione artificiale e di evidenziare la curvatura. Viene solitamente praticata una incisione trasversale poco sotto il solco balano-prepuziale del pene (accesso sub-coronale) e la pelle che riveste l’ asta con l’annesso tessuto sottocutaneo (dartos) viene scollata e portata a livello del pube. Sono possibili tuttavia, a seconda dei casi e della personale preferenza del chirurgo andrologo, altre vie di accesso al pene eseguite mediante differenti incisioni: peno-scrotale, tramite il rafe mediano ed infra-pubico.

La pelle del pene con i suoi annessi vengono scollati e portati a livello del pube (“penile degloving”)

Successivamente, nel caso di interventi di plicatura, il chirurgo incide la fascia di Buck e isola la parte di albuginea sana, diametralmente opposta a quella interessata dalla placca. A questo livello colloca delle suture introflettenti che accorciano il lato lungo fino a rendere la sua lunghezza del tutto uguale a quella del lato corto, determinando così il raddrizzamento. L’ intervento di plicatura viene solitamente effettuato per curvature fino ad un massimo di 60 gradi.

In questa successione di immagini è raffigurata la correzione di una curvatura dorsale di circa 60 gradi tramite plicatura dell’ albuginea con accesso tramite il rafe del pene. Vengono collocati 4 nodi introflettenti a livello del lato ventrale, opposto alla curvatura, ai lati dell’ uretra. La medesima tecnica può essere praticata anche in caso di curvature laterali e ventrali

Nel caso di interventi di allungamento del lato lungo mediante innesto di graft è indispensabile praticare un isolamento completo delle strutture anatomiche che costituiscono il pene. La fascia di Buck viene incisa lateralmente al corpo spongioso dell’ uretra e i nervi e i vasi principali che costituiscono il fascio vasculo-nervoso del pene vengono isolati.

Si praticano due incisioni longitudinali della fascia di Buck parallele all’ uretra. Il fascio vascolo-nervoso del pene viene isolato completamente e sospeso

La porzione di tunica albuginea direttamente interessata dal processo calcifico viene accuratamente isolata. Nei casi più gravi, in cui il processo calcifico coinvolge gran parte del pene, è necessaria la scomposizione del pene nelle singole strutture anatomiche che lo costituiscono (disassemblaggio del pene).

Disassemblaggio del pene (“penile disassembly”). Il pene viene scomposto nelle singole strutture che lo costituiscono. Da sinistra a destra: l’ uretra rivestita dal corpo spongioso, i corpi cavernosi e il fascio vascolo-nervoso

A questo punto viene eseguito un calcolo geometrico del grado della curvatura secondo la tecnica descritta da Paulo Egydio. La placca viene incisa trasversalmente mediante una singola incisione lunga quasi tutta la circonferenza del pene. Una porzione della placca potrà essere prelevata per essere sottoposta a valutazione istologica.

In questo schema è illustrato il complesso e raffinato calcolo geometrico ideato da Paulo Egydio

A livello della tunica albuginea interessata dal processo calcifico viene impiantato un graft di forma rettangolare , ossia un innesto di materiale protesico, fornito dalla ingegneria tissutale moderna. Il graft viene impiantato mediante suture continue molto sottili (solitamente 4 zero) assorbibili monofilamento. Le sostanze oggigiorno più impiegate sono il pericardio bovino e l’ intestino suino. E’ possibile inoltre usare la vena safena prelevata dallo stesso paziente. Questo stesso tipo di operazione è praticabile per la correzione di tutti i tipi di curvature: laterali, ventrali e dorsali. Nel caso di curvature laterali la forma del graft da impiantare non sarà rettangolare ma trapezoidale. Inoltre, nel caso di curvature complesse del pene che si presentano su più piani, è possibile praticare più di una incisione, al fine di ottenere un perfetto raddrizzamento dell’ organo.

Successione di immagini di un intervento di correzione di curvatura dorsale mediante corporoplastica geometrica con innesto di pericardio bovino

L’ intervento di incisione della placca richiede sicuramente una durata più lunga ed un costo più alto. E’ un operazione più complessa rispetto alla plicatura e richiede pertanto una maggiore esperienza da parte del chirurgo andrologo. Tale tecnica presenta tuttavia il vantaggio di non determinare accorciamento del pene. E’ questo il motivo per cui la si esegue in caso di curvature di grave entità (maggiori di 60 gradi).

Prognosi (torna sopra)
La prognosi della malattia di Peyronie è legata alla tempestività del trattamento. Se la diagnosi e la terapia vengono eseguite entro 6 mesi dall’ insorgenza è possibile ottenere, anche solo grazie ad una terapia conservativa, una riduzione della curvatura, stabilizzazione della malattia e abolizione del dolore. Se abbandonata a se stessa la malattia di Peyronie può provocare gravi deformità del pene e una completa impossibilità a svolgere qualsiasi tipo di attività sessuale. Pertanto, se hai notato degli indurimenti nel tuo pene o delle iniziali curvature, non devi avere esitazioni: rivolgiti appena possibile ad un esperto uro-andrologo.

ALTRE FORME DI PENE CURVO ACQUISITO (torna sopra)
Le curvature post-traumatiche sono un altro tipo di curvature acquisite. Possono insorgere a seguito di una brusca e dolorosa flessione del pene durante il rapporto sessuale o, più raramente, dopo traumi sportivi o automobilistici che abbiano coinvolto il bacino. E’ importante evidenziare come un pene già curvo tende più facilmente ad essere interessato da traumi durante l’attività sessuale. Tali traumatismi possono ulteriormente aggravare una curvatura pre-esistente.

Testimonianze dei pazienti

Professionalità Cortesia operazione riuscita alla perfezione persona Grandiosa affidatevi al Dott. Gallo e non ve ne pentirete.

Luca P.

Sinceramente non ho mai trovato tanta professionalità, unitamente a conoscenza di settore ma soprattutto tante doti relazionali e comunicative per noi uomini! Grazie Dott. GALLO

Pasquale D.

In materia di salute non esiste cosa più bella per un paziente che trovare un dottore con cui parlare come si parla ad un amico. Professionalità, pulizia, precisione, puntualità, simpatia… potrei continuare ancora a lungo. Ho trovato il mio urologo-amico di fiducia e di certo non lo cambierei mai e poi mai. Grazie di tutto dottor Gallo.

Fabio I.

Sono stato operato dal dott.Gallo. operazione riuscita perfettamente. Un plauso al dott.Gallo.

Nicola T.

Mi sono rivolto al Dr. Gallo per un grave problema che aveva totalmente sconvolto la mia vita relazionale. Ho trovato in questo medico innanzitutto una grande disponibilità nei miei confronti e mi ha tranquillizzato subito dicendomi che avremmo risolto la situazione. Ho fatto un ciclo di trattamenti che si sono rivelati estremamente efficaci. Davvero un ottimo professionista sia per la preparazione che per le doti umane

Michele C.

Ho effettuato la prima visita dal dott gallo in via S.Lucia a Napoli circa un anno fa per un problemino che da tempo mi preoccupava. Sono stato accolto con grande professionalità’ e disponibilità’ e cortesia. mi ha sottoposto ad un difficile intervento eseguito da lui in una clinica in via epomeo a Napoli. Sto ancora sottoponendomi a dei cicli di trattamenti ma la mia situazione e migliorata di molto.Davvero una persona accurata, gentile e professionale ,consigliatissimo.

Oreste C.

Consigliato da un parente sono stato da questo medico un po di tempo fa. Appena entrato mi ha accolto con un bel sorriso. Mi ha detto che avevo un problema che richiedeva un intervento, che è stato eseguito dopo una sola settimana dalla visita in una bella clinica a via epomeo. Sicuramente consigliato

Alberto P.

Ho fissato una visita dal dottor Gallo, dopo aver visionato le recensioni, che mi hanno aiutato molto nella scelta. Il dottore ha dato subito l’impressione di essere una persona preparata, professionale e molto alla mano, ha subito individuato il problema, che è stato risolto con un’operazione che lo stesso dottore ha eseguito egregiamente. Davvero consigliato, sono molto soddisfatto della scelta.

Leonardo T.

Dopo diversi consulti, rivelatisi vani, ho avuto il piacere di conoscere il dottor Gallo che si sin dalla prima visita è stato molto gentile e professionale. Dopo avergli esposto il problema mi ha fornito prontamente la diagnosi, prescrivendomi una terapia che è risultata sin dall’inizio efficace e risolutiva. Ringraziando il dottor Gallo, mi sento di consigliarlo a chiunque avesse bisogno del parere di uno specialista affidabile e professionale nel campo dell’urologia.

Aldo P.

Questo dottore mi ha cambiato la vita. Mi ha dato una terapia molto efficace con la quale ho risolto un problema che mi faceva soffrire tantissimo. Lo consiglio senz’ altro.

Silvio V.

DOTTORE MOLTO PROFESSIONALE E CORTESE. COMPETENTE, GRAZIE A LUI HO RISOLTO I MIEI PROBLEMI.

Luigi M.

Sono stata assieme a mio marito dal dott. L. Gallo per un problema di coppia, siamo stati seguiti in modo molto scrupoloso e professionale , l’estrema chiarezza nel spiegarci tecnicamente i problemi che affliggevano mio marito ci ha aiutato a capire e a risolvere tutte le difficoltà. Siamo stati seguiti durante tutto il nostro percorso terapeutico con sensibilità e serietà. CONSIGLIATISSIMO, professionista serio ed umano.

Elisabetta M.

Ringrazio il dottor Luigi Gallo per aver aiutato mio marito a superare un problema molto delicato. Oltre ad essere un professionista è stato anche molto disponibile ed umano. Mi sento di consigliarlo a chiunque stia cercando un bravo Urologo a Napoli affidabile, esperto e professionale. Grazie ancora.

Diana Z.

Sono stato dal dr gallo per un problema riguardante la mia sfera sessuale. Fissare un appuntamento è stato molto facile e veloce. Riceve in un bellissimo studio al centro di Napoli. Lui è molto professionale, cortese e sa mettere a proprio agio le persone. Ha saputo subito inquadrare la mia situazione. Oggi ho risolto il mio problema definitivamente e devo dirgli grazie. Lo consiglierei a chiunque.

Mauro N.

All’età di 22 anni ed alcune esperienze negative, ho messo da parte l’imbarazzo e ho cominciato autonomamente a cercare sul web un andro-urologo, serio e capace. Mi sono imbattuto nel sito del Dot Gallo e mi si è aperto un mondo, ho letto le recensioni e le esperienze che aveva acquisito. Non ho avuto nessun dubbio ed ho prenotato la visita. Il dottore mi è parso subita una persona gentilissima, accurata, professionale e che ascolta il paziente (dote ormai non comune a tutti). Durata di almeno 30 minuti, in cui ha fatto esporre le mie problematiche paure e perplessità. Successivamente mi ha sottoposto ad un attenta visita, ed ha subito constatato il problema e compiuto la diagnosi. Mi sono operato alcuni giorni fa, presso la clinica Villa Cinzia in Via Epomeo NA. Pulita, ben gestita, con un grande personale, che al momento del mio arrivo in sala operatoria mi ha trasmesso sicurezza. L’operazione sotto anestesia locale è stata indolore, intervento riuscito perfettamente. Ringrazio il Dottore per aver risolto il mio problema e migliorato la mia qualità di vita. Consigliato vivamente a tutti.

Vincenzo L.

Fare una visita dall’urologo non è un’esperienza disinvolta ma vi assicuro per averlo provato di persona che il Dott. Gallo con la sua padronanza del mestiere sa come mettervi a vostro agio è un medico giovane ma allo stesso tempo pieno di esperienza sa darvi subito sicurezza. Sono stato da lui per un controllo e mi ha consigliato di fare un operazione a questo punto non ho esitato ed abbiamo organizzato l’intervento rapido e senza alcuna complicazione. Ad oggi sono trascorsi dieci giorni dall’intervento e già noto i primi miglioramenti. In conclusione lo consiglio a tutti coloro che ne avessero bisogno. GRAZIE MILLE!!!

Mark B.

Medico di grande professionalità,umanità e simpatia.Mi sono sottoposto a due interventi molto delicati,e sono stati eseguiti in maniera impeccabile.Il dottor Gallo sa essere paziente e disponibile,pronto a dare spiegazioni rassicuranti e molto precise.Uno dei migliori nel campo dell’Urologia.Lo raccomando vivamente a chiunque.

Manuel L.